
categoria:citazioni, politica, filosofia, società incivile, anarchia & sogni

Con due righe nascoste nelle pieghe dei giornali si annuncia la scomparsa di uno dei grandi della scena contemporanea. E' così che si congedano i grandi artisti in questi tempi bui.
Questa la nota telegrafica dell'ANSA:
Il regista e attore teatrale Hanon Reznikov, direttore con Judith Malina del Living Theatre, e' morto a New York. Reznikov, e' morto per complicazioni polmonari seguite a un ictus che lo aveva colpito due settimane fa. Reznikov, nato a New York nel 1950, era un membro storico del Living Theatre, celebre gruppo d'avanguardia.
Cosa è la poetica? E’ il nesso necessario per arrivare ad una nuova comprensione, è uno strumento per cercare di unire il sentimento al pensiero, è quello che ci manca finora. Flaubert, scrisse “Educazione sentimentale” un romanzo splendido. Se tutti avessero letto il libro, il disastro al comune di Parigi nel ’71 non sarebbe successo. Abbiamo lavorato tanto sulla logica, sulla deduzione, sulla ragione, su tutti questi meccanismi mentali, la sfera del sentimento è stata ignorata. Tutti si sono chiusi al sentimento a prezzo della spontaneità e della naturalezza. Ci vuole un’operazione sui sentimenti diversa da quella praticata fino ad ora.
Hanon Reznikov


«Di falce e martello agli operai non frega» Corriere della sera, 21 aprile 2008
ROMA — L’Avvelenata stavolta è per Diliberto che si aggrappa alla bandiera rossa: «Agli operai, della falce e martello non gliene frega più niente», diceva Francesco Guccini l’altra sera durante un recital a Bruxelles nella libreria Noia. «Anche gli operai della Fiom hanno votato per
«La stupidità non ha confini, ma da noi (in Emilia) fortunatamente ne sono arrivati pochi».
Non si scandalizza anzi concorda il conterraneo (Novi di Modena) e compagno di tanti palchi Beppe Carletti dei Nomadi: «Guccini ha detto quel che pensiamo tutti da un pezzo, alle persone delle ideologie non importa nulla, falce e martello sono un simbolo ormai superato, teniamolo pure ma senza dire che si riparte da lì». Un addio inevitabile e però triste? «Ma no, il mondo si evolve,
G. Ca.

THE GLOBE AND MAIL, Canada
http://www.theglobeandmail.com
Il Comitato olimpico denuncia la Cina.
"La violenza non è compatibile con lo spirito olimpico".
Con queste parole Jaques Rogge, il presidente del Comitato
olimpico internazionale (Cio), ha espresso alla Cina le sue
preoccupazioni su come si sta evolvendo la situazione del
Tibet e su come le repressioni messe in atto dal governo di
Pechino rischiano di compromettere lo svolgimento dei giochi
olimpici di agosto. Le parole di Rogge arrivano subito dopo
gli scontri avvenuti domenica a Londra, dove decine di
manifestanti hanno cercato più volte di bloccare gli atleti
che portavano la fiamma olimpica. Una protesta che sembra
destinata a espandersi a macchia d'olio in altre grandi
città come Parigi, che ospiterà oggi la fiamma, e San
Francisco, dove la torcia arriverà il 9 aprile.